Decreto Milleproroghe 2026: le principali novità fiscali e societarie per le PMI

Una guida operativa alle misure della Legge 27 febbraio 2026, n. 26: rinvii, proroghe e adempimenti da conoscere per gestire al meglio l’anno in corso.

A cura di Alessandro Malerba.

Una delle disposizioni più rilevanti del Decreto Milleproroghe 2026 riguarda il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’entrata in vigore dei nuovi Testi Unici previsti dalla legge delega per la riforma fiscale (L. n. 111/2023). Il rinvio interessa, tra gli altri:

  • Testo unico delle sanzioni tributarie (amministrative e penali);
  • Testo unico dei tributi erariali minori;
  • Testo unico della giustizia tributaria;
  • Testo unico su versamenti e riscossione;
  • Testo unico dell’imposta di registro e tributi indiretti.

Per tutto il 2026 continueranno ad applicarsi le norme attuali. Se da un lato ciò rallenta il processo di semplificazione annunciato, dall’altro garantisce stabilità regolatoria, evitando l’introduzione di regimi nuovi mentre molte imprese sono ancora impegnate nell’adeguamento post-riforma 2024-2025. Per chi vuole orientarsi nel quadro degli strumenti deflattivi del contenzioso già in vigore, è utile la lettura del nostro articolo su l’accertamento con adesione alla luce del D.Lgs. n. 13/2024.

Il Milleproroghe proroga fino al 30 settembre 2026 la possibilità di svolgere assemblee societarie con modalità semplificate, introdotte durante l’emergenza pandemica. In particolare, è consentito:

  • svolgere assemblee interamente in videoconferenza;
  • evitare la compresenza fisica di presidente e segretario;
  • consentire voto elettronico o per corrispondenza;
  • utilizzare il rappresentante designato, anche in assenza di specifiche previsioni statutarie.
  • garanzie pubbliche fino a 5 milioni di euro per impresa;
  • percentuali di copertura elevate (80% per investimenti, 50% per liquidità);
  • procedure semplificate per l’accesso al credito.

La proroga consente alle PMI di continuare a finanziare:

  • investimenti produttivi;
  • operazioni di riorganizzazione;
  • fabbisogni di liquidità, anche in un contesto di tassi ancora non pienamente normalizzati.

Il Milleproroghe rinvia ulteriormente l’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro i rischi catastrofali (terremoti, alluvioni, frane) per alcune categorie di imprese. Il termine è posticipato al 31 dicembre 2026 per:

  • micro e piccole imprese della ristorazione e del turismo;
  • imprese della pesca e acquacoltura;
  • attività di somministrazione di alimenti e bevande.

La proroga non elimina l’obbligo, ma ne differisce l’efficacia. È consigliabile utilizzare il 2026 per valutare adeguatamente le coperture assicurative, evitando scelte affrettate a ridosso della nuova scadenza.

In sede di conversione sono state confermate proroghe parziali di alcuni bonus occupazionali, con trattamenti differenziati. In sintesi:

  • Bonus donne: prorogato fino al 31 dicembre 2026;
  • Bonus giovani under 35 e ZES: prorogati solo per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, con decontribuzione ridotta.

Il Milleproroghe 2026 conferma un approccio improntato alla continuità normativa, più che all’innovazione strutturale. Per le PMI, il decreto offre:

  • maggiore tempo di adattamento alla riforma fiscale;
  • strumenti ancora efficaci per accesso al credito e governance societaria;
  • rinvii utili su adempimenti potenzialmente onerosi.

Resta tuttavia fondamentale monitorare l’evoluzione normativa nel corso del 2026, poiché molte delle proroghe attuali rappresentano solo soluzioni temporanee in vista di cambiamenti più profondi attesi dal 2027.

Cerca
Archivi

Articoli correlati

Consulenza onesta, seria, disponibile. Sempre.